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Carburanti: Faib, antitrust vigili su prezzi in Sicilia

10/04/2012

La Faib Sicilia chiede all'autorita' Antitrust di "vigiliare sui reali motivi che in Sicilia rendono piu' caro il pieno di carburante, non certo riconducibili alle presunte barriere per l'apertura di nuovi impianti che sull'intero territorio regionale si attestano a circa 2300 unita'". Cosi' si legge in una nota della federazione dei benzinai, che torna anche a sollecitare il governo regionale ad avviare l'iter per una legge organica del settore. "Negli ultimi anni tutto il comparto -dice il presidente della Faib Stello Bossa -ha suggerito delle proposte normative che puntualmente sono rimaste ferme sui tavoli della politica. Oggi che il mercato registra valori record del prezzo al consumo delle benzine si cerca di puntare il dito su un responsabile. Di certo gli operatori -prosegue- non possono accettare di essere ritenuti la causa del rincaro dei prezzi quando il loro margine di guadagno e' di circa 4 centesimi lordi per ogni litro di carburante venduto". Per Salvo Basile, coordinatore regionale Faib, "occorre comprendere che le dinamiche della concorrenza volte a contenere il prezzo delle benzine non possono ricadere solo sul margine del gestore. Spingere in questa direzione non solo produrrebbe la potenziale perdita di oltre 6.000 posti di lavoro, ma si darebbe vita a un ulteriore sperequazione in termini di distribuzione dei guadagni lungo la filiera a discapito del consumatore".