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Pronte le regole per le ''social housing'', 2000 case per le famiglie siciliane.

29/06/2012

Quasi duemila unita' abitative in piu' in Sicilia destinate alle famiglie disagiate e alle giovani coppie che, pur con un reddito basso, non possono accedere all'edilizia popolare. Si tratta del piano legato alla legge regionale sul 'social housing', l'edilizia sociale convenzionata, il cui regolamento di attuazione e' stato illustrato ieri a Palermo dagli assessori al Territorio, Alessandro Arico', all'Economia, Gaetano Armao, e alle Infrastrutture, Andrea Vecchio. Gli interventi di edilizia sociale riguarderanno esclusivamente le aree delle zone a prevalente destinazione residenziale A, B e C anche se e' prevista una deroga per quelle industriali, le zone D, in presenza di edifici non piu' utilizzati.

Il bando, che sara' presentato dalla Regione entro settembre, privilegera' i progetti con un elevato grado di fattibilita' amministrativa e di cantierabilita', consentendo il recupero di zone di degrado sociale e abitativo. Previste, inoltre, delle premialita' per la riqualificazione urbanistica fino a un massimo del 20%, a discrezione dei Comuni, quota che potra' essere incrementata di un altro 10% in presenza di progetti che prevedono l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. I lavori dovranno cominciare entro un anno dalla autorizzazione, pena la decadenza delle premialita'. Gli interventi saranno realizzati tramite la formazione di una Sgr, Societa' di gestione risparmio, che sara' gestita da una societa' che la Regione siciliana istituira' con un bando. Al fondo, nel quale la Regione versera' 30 milioni di euro, partecipera' anche la Cassa depositi e prestiti Sgr (Cdpi Sgr) con risorse nazionali per un 40% del totale, circa 20 milioni di euro. Il fondo, aperto anche a contribuzioni in natura come terreni e immobili, potra' ricevere interventi da privati e si pensa che possa raggiungere la quota totale di circa 70 milioni di euro.

"Con questa delibera - ha detto Vecchio - si e' cercato di dare ordine e accelerare i procedimenti attuativi per dare una risposta all'esigenza abitativa delle classi sociali piu'' disagiate". L'intervento, ha aggiunto Arico', "e' rivolto a tutte quelle famiglie che non hanno la possibilita' di accedere agli interventi abitativi delle case popolari. Abbiamo individuato delle zone nei piani regolatori dei Comuni per il recupero all'interno del tessuto urbano e centri storici escludendo tassativamente le aree destinate al verde agricolo". Armao ha sottolienato che "si tratta di un nuovo modo di procedere grazie a un partnerariato pubblico e privato che e' necessario che funzioni, non solo sul piano organizzativo ma anche quello finanziario. Per questo costituiremo il fondo per l'abitare sociale che coinvolgera' una parte di fondi ex Gescal e quello che provvedera' Cassa depositi e prestiti".


Nunzio Ciarcià