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Cgil: ''Sicilia molto distratta sulle opportunità della green economy''.

10/07/2012

La produzione da impianti fotovoltaici in Sicilia e' passata dal 4,5%  del totale nazionale del 2010 al 6,8% del 2011. Tuttavia, "rispetto alle potenzialita' dell'isola si tratta di uno sviluppo ancora assai limitato e parecchie criticita' emergono se si guarda all'obiettivo complessivo ancora non affermato di un nuovo modello energetico". Lo sostiene la Cgil che ha tenuto ieri un convegno a Palermo. "I due pilastri su cui pensiamo di costruire un piano per il lavoro da proporre al Paese - ha detto Enrico Panini, della segreteria nazionale Cgil - sono l'ambiente e la formazione. Non mi pare pero' che il governo stia operando in questa direzione: non lo fa per quanto riguarda l'efficienza degli edifici e l'efficienza energetica, non lo fa sulla prevenzione del rischio idrogeologico e  sulla mobilita', privilegiando scelte economiche che dimostrano sudditanza a un'altra idea di sviluppo".

Il governo regionale dal canto suo, per la Cgil, "ha la responsabilita' - ha detto Mariella Maggio segretaria generale del sindacato siciliano - dei ritardi che si scontano, a causa di una politica inadeguata, incapace di progettazione come dimostra anche l'incapacita' di spendere i fondi europei". Perche' "gli incentivi non bastano: occorre potenziare l'offerta rispetto a una domanda che gia' c'e' al fine costruire una filiera produttiva che rilanci anche per questa via l'industria, senza il ricorso a monopoli, ma valorizzando caratteristiche e potenzialita' del territorio".Oggi invece gran parte delle imprese manifatturiere del solare, 270 su 300, sono aziende istallatrici, che operano solo nella parte finale della filiera. Nel solare nell'isola, secondo una stima della Cgil, gli occupati sono 3.500 , mentre sono 3.980 nell'eolico. Numeri che potrebbero crescere, soprattutto se si guarda al complesso della green economy e quindi alla bioedilizia, all'efficienza energetica, alla messa in sicurezza del territorio, oltre che alle fonti rinnovabili. Mentre il fotovoltaico distribuito, tra le famiglie e  tra le piccole e medie imprese, potrebbe dare un grande contributo in termini di risparmio e di tutela dell'ambiente, dando fiato a quella che viene definita la "terza rivoluzione industriale". Per questi obiettivi la Cgil ritiene necessario "un piano energetico regionale e un regolamento di attuazione che si pongano l'obiettivo della costruzione del nuovo modello energetico e si raccordino con le indicazioni europee in materia di abbattimento delle emissioni di gas serra".


Nunzio Ciarcià