Fai di Impresasicilia la tua homepage                     

Euro-mediterranean media dialogue workshop, media e società civile discutono di network.

18/07/2012

PALERMO - Un cambiamento della cosiddetta stampa mainstream, che offre maggiore spazio rispetto al passato a giornalisti esperti dei Paesi coinvolti nelle "primavere arabe", e allo stesso tempo una crescita del ruolo dei new media e dei social network come mezzi di prima e diretta informazione sui mutamenti sociali e la rivalutazione del ruolo dei freelance, la cui collaborazione e' determinante anche per le testate internazionali. Questo il quadro del comportamento e dei mutamenti dei media europei nel processo evolutivo delle societa' mediterranee dalla primavera araba alla crisi economica attuale, di cui si discute nel corso dell'Euro-mediterranean media dialogue workshop, apertosi ieri a Palermo.

L'incontro si deve a un'iniziativa della Anna Lindh Foundation, guidata dallo spagnolo Andreu Claret, ex direttore dell'Imed (istituto europeo per il mediterraneo), ed e' promosso da Ethnobarometer, associazione per il dialogo tra le culture nel mediterraneo, guidata dal sociologo Alessandro Silj. Gli esperti hanno rilevato che persiste un atteggiamento "islamofobo", difficile da sradicare in particolare nei media anglosassoni. All'incontro prendono parte giornalisti, sociologi e rappresentati di associazioni e fondazioni africane ed europee. Obiettivo e' definire una strategia per la creazione di un network euromediterraneo di media e organizzazioni della societa' civile per la promozione degli scambi e l'analisi dei cambiamenti sociali nelle regioni mediterranee interessate ai mutamenti democratici.


Nunzio Ciarcià