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Pesca: Osservatorio Mediterraneo, va rivista politica UE

09/02/2013

Riunione plenaria dell'Osservatorio della pesca del Mediterraneo a Palermo, dove a Palazzo dei Normanni si sono ritrovate delegazioni di Malta, Tunisia, Libia, Turchia, Guinea Equatoriale, Repubblica del Congo, Mauritania, Marocco, Costa d'Avorio, Mozambico, Algeria, Yemen e Oman. Nel corso dei lavori e' stata discussa la bozza del "Rapporto Annuale sulla Pesca e sull'Acquacoltura in Sicilia 2012", redatto annualmente dallo stesso Osservatorio e che presenta alcuni contributi di rappresentanti di Paesi del bacino. "E' necessario -ha detto Giuseppe Pernice, coordinatore dell'Osserrvatorio- invertire la rotta tracciata dalla politica dell'Ue in materia di pesca, bloccare le demolizioni e lo smantellamento della flotta siciliana in atto dal 1991".

Secondo Pernice, "il fatto anomalo, oltre che grave, e' evidenziato dalla attuale misura delle demolizioni che ha interessato pescherecci relativamente giovani; cio' e' indice significativo della mortalita' del comparto peschereccio che ovviamente si riflette su tutto l'indotto e la filiera ittica". Un quadro "ancor piu' sconfortante se consideriamo che la pesca e l'acquacoltura rappresentano lo 0,58% dell'intera economia siciliana, mentre le stesse attivita' occupano lo 0,17% nelle economie delle altre regioni a obiettivo convergenza", ha rilevato Pernice. "L'Europa -ha affermato l'assessore regionale Dario Cartabellotta- deve sapere che le regole che impone penalizzano i pescatori siciliani che devono confrontarsi con quelli del Nord Africa, non soggetti alle loro stesse regole e che pescano nello stesso mare". Il governo regionale, ha assicurato l'assessore, "si impegnera' affinche' pesca faccia rima con pace ma non permettera' che le regole dell'UE, come e' accaduto in agricoltura, impoveriscano le marinerie siciliane e rendano i nostri consumatori dipendenti dai mercati esteri".