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Svimez: oltre la metà dei neet risiede al sud

28/07/2013

Oltre la meta' dei 'Neet', giovani che non studiano e non lavorano, si trova nelle regioni del Sud, anche se "il fenomeno che fino a pochi anni fa era circoscritto quasi esclusivamente al Mezzogiorno si sta estendendo anche al resto del Paese". E' quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2013 sull'economia del Mezzogiorno. Nel 2012 i giovani Neet hanno raggiunto quota 3 milioni 327 mila con un aumento rispetto al 2007 di circa 540 mila unita', pari al 19,4%. Di questi, quasi 2 milioni sono donne (58% circa) e 1 milione 850 mila si trovano nelle regioni meridionali. L'incremento registrato nel quinquennio e', peraltro, molto piu' accentuato al Centro-Nord: +38,7%, mentre nel Mezzogiorno l'incremento e' stato di poco superiore al 7%.

Permane, comunque, una caratterizzazione meridionale del fenomeno, che comprende al Sud una fascia di popolazione di eta' sempre piu' avanzata. L'incidenza dei Neet e' circa doppia nelle regioni meridionali rispetto al Centro-Nord. Nel 2012 circa il 55% dei giovani Neet italiani risiedeva nel Sud, a fronte di un'incidenza del Sud sulla popolazione italiana della stessa eta' (15-34 anni) pari al 35,7%. 
   "L'incremento dei Neet - spiega la Svimez - e' correlato al consistente tasso di abbandono dell'universita', particolarmente elevato tra i maschi e nelle regioni meridionali. Una massa consistente di giovani, che rappresentano il paradosso di essere la parte piu' avanzata della societa' meridionale (quella che ha accumulato grazie al processo di istruzione piu' strumenti per partecipare alla competizione globale) ma al tempo stesso la piu' penalizzata da un sistema chiuso, ad ascensore sociale bloccato, costretta a dipendere dai trasferimenti di risorse delle generazioni piu' anziane".