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Edilizia: in Sicilia persi 80 mila posti

03/08/2013

"Finalmente la classe politica siciliana si e' accorta della necessita' di affrontare non a parole ma con azioni la crisi drammatica dell'edilizia nella nostra isola. Il disegno di legge di settore annunciato dal Pd e' una buona notizia, ma e' opportuno che le parti sociali e datoriali, come avvenuto in passato per la riforma sugli appalti pubblici, siano coinvolte nella stesura, per renderlo uno strumento realmente efficace". Lo dice il segretario generale della Filca Cisl Sicilia, Santino Barbera, commentando la notizia della presentazione all'Ars di un disegno di legge sull'edilizia, annunciato dal capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi e dal vicepresidente della Commissione Affari Istituzionali, Giovanni Panepinto. Il settore ha perso 80.000 posti di lavoro. "Siamo contenti che una parte politica siciliana - continua Barbera- da oltre un anno distratta dalle continue tornate elettorali, si sia accorta che l'economia dell'isola e' stata distrutta negli ultimi 4 anni, falcidiata dalla crisi economica e soprattutto dalla mancata programmazione da parte della politica regionale che non ha saputo spendere i fondi dell'Unione Europea. Queste risorse stanno ritornando al mittente, con buona pace della poverta' che sta attanagliando le famiglie siciliane". 

"L'edilizia - aggiunge Barbera- da sempre settore trainante, capace di invertire l'economia in momenti di crisi, e' stata lasciata agonizzante nella nostra regione e non basteranno i pannicelli caldi dei cantieri di lavoro ad arginare l'emorragia di oltre 80.000 posti di lavoro persi. Non basteranno neanche le continue riunioni di palazzo solo fra assessori e uomini di partito per rilanciare l'occupazione in un settore composto dall'edilizia, dalla produzione di cemento, manufatti in cemento calce e gesso e legno, comparti che in Sicilia occupano o meglio occupavano quasi 200.000 addetti". Il segretario generale della Filca Cisl Sicilia sottolinea che per il rilancio del settore sono utili ma non esaustive nuove leggi. "Serve - dichiara Barbera- una vera progettazione ed e' fondamentale investire le risorse disponibili, come quelle per la depurazione delle acque reflue, pari a oltre un miliardo di euro fermi nei cassetti della Regione siciliana e che si rischiano di perdere, assieme ai tanti progetti e cantieri dimenticati dalla politica siciliana". "Il 31 maggio scorso i sindacati e l'Ance sono scesi in piazza per lanciare un grido d'allarme sullo stato dell'edilizia in Sicilia - conclude Barbera- perche' non c'e' piu' tempo da perdere. Ora ci si metta al lavoro, in ambito parlamentare ma soprattutto in ambito governativo per realizzare interventi concreti e non proclami".