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Artigianato in crisi, le imprese chiudono, la Cna lancia l'allarme.

05/05/2011

Nei primi tre mesi del 2011 le Camere di Commercio delle nove province siciliane fanno registrare un saldo negativo complessivo di 2.446 imprese. Un risultato determinato in gran parte dal settore dell'artigianato, cioè il più legato al tessuto economico e sociale nella regione, che fa registrare un saldo negativo di 1.926 imprese artigiane.

"Siamo di fronte a cifre assolutamente preoccupanti, la classe dirigente deve svegliarsi: loro parlano e promettono, ma intanto la Sicilia muore", dice Mario Filippello, segretario regionale della Cna della Sicilia. In base ai rilevamenti delle Camere di Commercio, in Sicilia le imprese registrate sono in totale 465.276: di queste le nuove iscritte nei primi tre mesi del 2011 sono state 8.244 mentre quelle che hanno chiuso sono state 10.690, con una differenza negativa di 2.446. "Il dato che allarma di più - aggiunge Filippello - e' relativo alle imprese artigiane. Oggi in Sicilia ne risultano registrate 83.525, di queste 1.025 sono nuove iscritte mentre 2.951 sono state cancellate nei primi tre mesi dell'anno: il saldo negativo e', dunque, di 1.926. E' la prima volta che ci troviamo di fronte ad un fenomeno di queste proporzioni - prosegue - il settore dell'artigianato, che dovrebbe essere quello trainante in Sicilia, attraversa una crisi senza precedenti: servono interventi straordinari a cominciare dal sostegno al credito e da un piano straordinario per il lavoro produttivo". In riferimento alle diverse province siciliane, il dato più negativo riguarda la provincia di Palermo, dove (sempre nel primo trimestre del 2011) le imprese chiuse sono state 3.245 a fronte di 1.823 nuove iscritte, con un saldo negativo di 1.422. Il dato "migliore" riguarda invece la provincia di Siracusa, con 580 nuove iscritte e 461 cancellate, il saldo positivo e' dunque di 119 imprese. (AGI)


Nunzio Ciarcià