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Sud: Svimez, sempre più giovani emigrano, governo fermi deriva

11/03/2014

Il Sud continua ad impoverirsi, sostenendo i costi di un capitale umano qualificato che esporta "a senso univoco, cioe' senza ritorno". E' quanto sostiene Presidente della Svimez Adriano Giannola, secondo cui il 64% dei cittadini meridionali, oltre due su tre, che nel 2011 hanno lasciato il Mezzogiorno per una regione del Centro-Nord aveva un titolo di studio medio-alto, diploma o laurea. Inoltre, le rimesse che un tempo i lavoratori meridionali al Nord mandavano a Sud "oggi non ci sono piu', anzi: pare che viaggino nella direzione opposta".
 
Giannola ha dichiarato di attendere dal nuovo Governo "misure decisamente robuste per tamponare questa deriva", visto che la crescita prevista per il 2014 "non presenta segnali incoraggianti". Secondo Giannola, "la crisi sembra alimentare le diseguaglianze territoriali, come dimostrano i dati Svimez sulla poverta'. Dividendo 100 famiglie meridionali in cinque classi da 20 l'una dalle piu' ricche alle piu' povere, emerge che il 62% delle famiglie meridionali, cioe' due su tre, appartengono alle classi piu' povere. In questo quadro, dal punto di vista demografico, si conferma con sempre maggiore evidenza come il Mezzogiorno abbia perso il tradizionale ruolo di bacino di crescita dell'Italia. Anzi: da qui ai prossimi 50 anni stimiamo di perdere ancora 4,2 milioni di abitanti rispetto all'incremento di 4,5 milioni al Centro-Nord: nonostante il positivo incremento degli immigrati - conclude -la tendenza che si prospetta e' un anziano ogni tre abitanti, e una sostanziale parita' tra le persone in eta' lavorativa e quelle troppo anziane o troppo giovani per farlo, con conseguenti problemi di welfare e di sostenibilita' del sistema".