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ISTAT: RECESSIONE FINITA MA IL PAESE E' IN STALLO

03/06/2014

In Italia ci sono 6,3 milioni di persone che non hanno un posto di lavoro. L'Istat fotografa - nel suo rapporto annuale - un Paese dove la poverta' dilaga: l'occupazione e' in caduta libera, calano le spese per i consumi, si acuisce la distanza con un Mezzogiorno sempre piu' in difficolta', i giovani sono la categoria piu' colpita dal fenomeno della disoccupazione e le donne sono sempre piu' le uniche a contribuire al sostentamento della famiglia. E le prospettive non sembrano dare molta speranza: per l'istituto di ricerca, il Pil italiano tornera' a crescere dello 0,6% quest'anno e dell'1% nel 2015 ma le previsioni "sono soggette a rischi e incertezza". Sono 6,3 milioni gli italiani che non hanno un posto di lavoro. Un dato che emerge sommando i numeri del rapporto annuale dell'Istat, ovvero i 3 milioni e 113 mila disoccupati rilevati nel 2013 sommati ai 3 milioni e 205 mila italiani che vorrebbero lavorare. Dall'inizio della crisi l'occupazione ha conosciuto solo il segno negativo e nell'ultimo anno il calo e' stato ancora maggiore: nel 2013 l'occupazione e' diminuita di 478mila unita' (-2,1% rispetto al 2012). Cala inoltre la spesa per i consumi. La contrazione dei livelli di consumo delle famiglie si e' verificata nonostante l'ulteriore diminuzione della propensione al risparmio (pari all'11,5%) e il crescente ricorso all'indebitamento: nel 2012 le famiglie indebitate superano quota 7%. Sul fronte del lavoro, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) e' cresciuto fortemente nel 2013 (+4,5 punti percentuali, toccando il 40%). Il calo dell'occupazione e' piu' contenuto tra i laureati, passando dal 78,5 per cento del 2008 al 75,7 per cento del 2013 mentre tra i diplomati l'indicatore scende nel 2012 al 62,6 per cento e quello dei meno istruiti si attesta su un valore particolarmente basso (42,2 per cento).
  Cambia anche il ruolo delle donne: crescono le famiglie con almeno una persona di 15-64 anni in cui e' la donna ad essere l'unica occupata, specialmente tra le madri in coppia (succede in 591mila famiglie (34,5% in piu'). Piu' in generale sul paese, il Pil italiano tornera' a crescere dello 0,6% quest'anno e dell'1% nel 2015 ma le previsioni "sono soggette a rischi e incertezza, derivanti dall'andamento della domanda globale, dalle condizioni di accesso al credito e dagli effetti delle politiche economiche".
  La crisi ha colpito tutta l'Italia, ampliando pero' il divario con il Mezzogiorno, dove il tasso di occupazione scende al 42 per cento a fronte del 64,2 per cento delle regioni del nord e del 59,9 per cento di quelle del Centro.