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Formazione in azienda: è flop in Italia

14/07/2015

Ancora scarsa l’integrazione tra scuola e lavoro in Italia, con solo il 2,2% di giovani sotto i 25 anni inserito in un percorso di formazione e allo stesso tempo impiegato, contro la media europea del 14,1% (sulla quale incide un buon 26,4% della Germania). In questi giorni il Parlamento ha varato la nuova Riforma della Scuola, con l’obiettivo di colmare le lacune attuali che si concretizzano in particolar modo nella mancanza di occasioni di contatto durante il periodo scolastico e nel divario tra percorsi di apprendimento e competenze richieste dalle imprese al momento dell’ingresso nel mercato lavorativo.
 
I giovani under25 impegnati in Italia in un percorso formativo scolastico o lavorativo sono il 64,7% della popolazione. In media, nell’UE a 28, i giovani in formazione e nello stesso tempo occupati sono il 14,1%:
 
- il 2,2% in Italia;
- il 26,4% in Germania;
- il 20,7% nel Regno Unito;
- il 13,1% in Francia;
- il 5,4% in Spagna.
 
La richiesta delle imprese rivolta ai giovani in possesso di diploma e qualifica professionale, nel 2014 rappresentava il 56,1% del totale: 399.900 unità sul totale di 613.400 assunzioni programmate dalle imprese. Sempre nel 2014 la dinamica delle assunzioni di diplomati (+6,9%) era più alta di quella dei laureati (+3,9%), soprattutto nelle micro imprese (37% degli assunti con diploma nel 2014, contro il 27% delle grandi imprese).
 
Tra i titoli più richiesti nel settore tecnologico troviamo quelli di tipo tecnico-industriale, con 56.000 assunzioni programmate, le quali rappresentano il 22% del totale, soprattutto se di indirizzo:
 
- meccanico, 20.200 assunzioni;
- elettrotecnico, 7.000 assunzioni;
- edile, 4.800;
- agrario-alimentare, 4.400;
- elettronico, 4.200.
 
Nel Terziario, su 49.800 assunzioni corrispondenti al 19,5% del totale dei diplomati, prevalgono i settori:
 
- turistico-alberghiero, con 41.400 assunzioni;
- socio-sanitario, con 8.400 assunzioni.
 
Sono invece 48.300 le assunzioni per quanto concerne l’indirizzo amministrativo-commerciale, pari al 18,9% del totale.