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IMU terreni agricoli: acconto prorogato al 30 ottobre

29/07/2015

La prima rata dell’Imu terreni agricoli 2015 potrà essere tranquillamente pagata entro il prossimo 30 ottobre senza incorrere in sanzioni o multe: lo ha definitivamente deciso un emendamento al decreto enti locali (dl 78/2015) presentato da Antonio Azzolini alla Commissione Bilancio del Senato.
 
Questa data di pagamento della rata Imu terreni agricoli è una vera manna dal cielo per i contribuenti, che, dopo tutta la telenovela dell’anno scorso, conclusasi solo il 31 marzo con il termine ultimo per pagare tutta l’Imu terreni agricoli 2014 senza interessi e sanzioni (la scadenza in realtà era il 10 febbraio), rischiavano di essere chiamati alla cassa meno di tre mesi dopo per versare l’acconto 2015 entro il 16 giugno.
 
Questo emendamento riapre i termini per pagare la prima rata Imu terreni agricoli e da più tempo ai proprietari, chiamati ad applicare le novità previste dal dl 4/2015 per questo anno di imposta, tra cui la detrazione fino a 200 euro a favore dei comuni appartenenti alla cosiddetta collina svantaggiata.
 
Le regole del gioco
L’Imu terreni agricoli si paga in base ai criteri di classificazione Istat che definiscono una divisione tra Comuni montani, parzialmente montani e non montani.
 
Chi paga e chi no
 
nei Comuni classificati dall’Istat come montani l’Imu terreni agricoli non si paga;
in quelli parzialmente montani sono esclusi dal pagamento solo i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali;
nei Comuni non montani si ha un’applicazione generalizzata.
Il criterio ISTAT
Il testo ufficiale pubblicato in Gazzetta prevede che a decorrere dal 2015 l’esenzione dall’Imu terreni agricoli si applica:
 
ai terreni agricoli, nonchè a quelli non coltivati, ubicati nei Comuni classificati come totalmente montani, come riportato dall’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istat;
ai terreni agricoli, nonchè a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, di cui all’art. 1 del decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati come parzialmente montani, come riportato dall’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istat.
In totale, quindi, sono 3.456 i Comuni italiani considerati montani e dunque esenti completamente dal pagamento, mentre 655 sono parzialmente montani ed esenti solo se di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Tutti gli altri, quindi, dovranno pagare.
 
fonte: fiscooggi.it