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Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: opportunità per tutte le imprese

21/08/2015

Tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità, per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta. Come si calcola il credito? Quali sono le attività e le spese agevolate?
Il credito di imposta per Ricerca & Sviluppo è stato istituito dall’art. 3 del decreto Destinazione Italia (D.L. n. 145/2013) e completamente riscritto dalla legge di Stabilità 2015.
La nuova formulazione estende la platea a tutte le aziende, non più alle sole piccole e medie imprese.
Forma dell’agevolazione
La misura del bonus passa dal 50 al 25% dell’incremento annuale delle spese per attività di ricerca e sviluppo rispetto alla media di quelle sostenute nel triennio 2012-2014 (resta al 50% per le spese relative al personale altamente qualificato e a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati).
Il tetto massimo dell’agevolazione passa da 2,5 milioni di euro, fissati dalla vecchia disposizione, a 5 milioni di euro, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo per almeno 30 mila euro (rispetto ai precedenti 50 mila).
La durata dell’agevolazione da 3 è aumentata a 5 anni (il credito riguarderà il quinquennio 2015-2019).
Come fruire del credito
Il credito d’imposta ha carattere automatico: per ottenerlo non occorre un’autorizzazione, ma è sufficiente indicarlo nella dichiarazione dei redditi.
Il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione con modello F24 dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.
Il credito d’imposta ottenuto non concorre né alla formazione del reddito (IRES), né alla formazione della base imponibile IRAP.
 
fonte: ipsoa.it