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Ripartono i fondi europei in Sicilia: 4,55 mld da utilizzare entro il 2022

29/09/2015

Dopo mesi di attesa il 18 Agosto 2015 la Commissione Europea da il via libera definitivo alla nuova programmazione dei fondi europei fino al 2022. Per la Sicilia, Bruxelles cofinanzierà i 4,55 miliardi di euro al 75%, con 3,41 miliardi, mentre il restante 25% verrà apportato da risorse nazionali. 
“Si tratta – spiega Dario Sirugo responsabile finanza agevolata dell’Associazione pmiSicilia – di una notizia che l’intero mondo imprenditoriale siciliano attendeva, gli obiettivi da raggiungere sono importanti e le aspettative delle imprese rimangono elevate. Per questo ribadiamo l’importanza di prevedere valutazioni tempestive per stabilire l’utilizzo efficiente ed efficace di tali risorse; deve essere prevenuta ed evitata l’amara constatazione, alla fine di ogni ciclo di programmazione, sul mancato utilizzo di risorse pubbliche. Questo può essere anche possibile attraverso un coinvolgimento diretto, a livello regionale e nazionale, delle rispettive Associazioni di Categoria nel controllo e monitoraggio dei fondi stessi; è indispensabile che, le imprese, beneficiari diretti delle sovvenzioni pubbliche, abbiano un peso maggiore nel monitoraggio degli organi pubblici preposti all’erogazione dei fondi europei”.  
Le risorse a disposizione verranno utilizzate sulla base di 9 obiettivi tematici ritenuti di fondamentale importanza per la crescita del meridione e della Sicilia in particolare; il tema centrale di questa programmazione è sicuramente la tutela ambientale.
“Il primo obiettivo – aggiunge Sirugo - ha uno stanziamento complessivo di 457 milioni di euro destinati a progetti di ricerca e sviluppo per imprese e strutture pubbliche di ricerca. Il secondo obiettivo riguarda l’investimento di 343 milioni di euro per colmare il cosiddetto “digital divide” dotando la Sicilia della banda larga ed ultra larga con un indubbio beneficio per le transazioni commerciali extraregionali, per l’accesso ai servizi pubblici in via telematica e per l’utenza privata. Il terzo obiettivo, di maggior interesse per le imprese, ha una dotazione di 668 milioni di euro destinati ad agevolare l’accesso al credito, l’apertura internazionale e la cooperazione tra le imprese. Il quarto obiettivo ha la dotazione maggiore, 1.129 milioni di euro per favorire il trasporto pubblico, l’accesso dei pendolari alle grandi città, la diffusione di piste ciclabili e delle bio-energie. Con il quinto obiettivo si punta a ridurre il rischio idrogeologico e sismico, investendo 295 milioni. Il sesto obiettivo, con 497 milioni di euro, intende coniugare il problema dei rifiuti e del recupero delle aree inquinate, creando al contempo, per finalità turistiche, aree di attrazione naturale e culturale. Il settimo obiettivo si concentra ancora sull’ambiente e le politiche di trasporto, incentivando, con 684 milioni di euro, soluzioni meno impattanti per l’ambiente e quindi su ferrovie, porti ed interporti. L’ottavo obiettivo, con una dotazione di 216 milioni di euro, si concentra sul contrasto della povertà diffusa, attraverso migliori servizi sociali, servizi sanitari ed il recupero di vecchi immobili per l’aggregazione sociale. In ultimo, il tema caldo della formazione, che viene ancora una volta stimolato, con 166 milioni di euro, al fine di valorizzare il capitale umano siciliano”.
La Regione Sicilia, in sede di accordo programmatico, ha fissato dei risultati importanti circa lo sfruttamento di tali sovvenzioni: circa 12 mila imprese siciliane che godranno di incentivi, 2,4 milioni di abitazioni e 40 mila edifici pubblici avranno un accesso veloce a internet. Verranno risanati 75 mila metri quadrati di terreni inquinati, avremo 71 chilometri di reti idriche, 150 chilometri di strade ricostruite, 102 chilometri di piste ciclabili. Un funzionamento ottimale dei depuratori comunali, mentre la raccolta differenziata dei rifiuti dovrebbe raggiungere la soglia del 65%. 
“Si tratta – conclude Sirugo – di nuove sfide lanciate principalmente alla politica ed all’intero apparato burocratico siciliano, accusati da anni di inefficienze soprattutto nella capacità di spesa dei fondi europei”.