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Indagine di FedEx: pmi italiane, l'export non decolla

02/10/2015

Se le piccole e medie imprese italiane sono poco propense all'esportazioni, quelle tedesche e francesi lo sono anche meno. A sostenerlo è l'ultimo report realizzato da Harris per conto della multinazionale americana FedEx Express, specializzata nelle spedizioni espresso via aereo, che ha effettuato oltre 2mila interviste online con alti dirigenti delle Pmi in quattro mercati europei: Francia, Germania, Italia e Spagna.
 
Dall'analisi emerge che quasi due terzi (62%) delle piccole e medie imprese non svolgono attività di esportazione, nonostante oltre tre quarti (78%) delle imprese riconosca il potenziale dei mercati e dei clienti internazionali. Un handicap che pesa come un macigno sui bilanci delle Pmi le quali, per questo motivo, perdono in media fino a 647mila euro in ulteriori potenziali ricavi annui.
 
Comparando i singoli mercati presi in esame, l'indagine di FedEx rivela inoltre chiare differenze nelle attività di esportazione: si passa dalla normalità della Spagna, dove quasi la metà delle Pmi (47%) opera a livello internazionale, al 41% dell'Italia, mentre le Pmi francesi e tedesche registrano livelli nettamente inferiori, rispettivamente pari al 32% e 31%.
 
Del 41% delle Pmi italiane che esportano attualmente, la stragrande maggioranza (99%) lo fa verso altri mercati europei. In primis: Francia, Germania e Spagna. Il 61% esporta invece verso i mercati al di fuori dell'Europa, in particolare verso gli Stati Uniti, il più importante mercato per le esportazioni a livello globale, e verso altri floridi mercati che stanno crescendo molto rapidamente, ma meno rappresentati, tra cui i mercati Bric.
 
In Italia, fa notare FedEx, le imprese esportatrici sembrano beneficiare notevolmente dei vantaggi finanziari dati dalle attività commerciali internazionali, con le Pmi in rapida crescita (oltre il 50%) e comunque molto più propense ad intraprendere percorsi mirati all'esportazione, rispetto alle Pmi statiche o in declino (32%) in termini di ricavi. Le Pmi esportatrici hanno, inoltre, un approccio maggiormente ottimistico circa le prospettive di fatturato nel corso dei 12 mesi successivi, con il 51% avente aspettative di crescita, rispetto al 40% delle non esportatrici.
 
Mentre la maggior parte delle Pmi italiane si aspetta una maggiore crescita in termini di ricavi internazionali rispetto a quelli domestici, appena il 22% ha ambizioni concrete di sviluppare il proprio business oltre i confini, il che significa che le Pmi non sono ancora totalmente convinte dei benefici derivanti dall'esportazione. Le previsioni di crescita del mercato delle esportazioni delle Pmi sono pressoché stabili, con il raggiungimento del 49% tra 5 anni e del 55% in un decennio.
 
"La ricerca dimostra  -  osserva FedEx - come le Pmi in Italia non dispongano di entrate supplementari e siano prive di fiducia nel pensare al di là dei propri confini nazionali. Principalmente perché percepiscono le barriere del commercio internazionale come invalicabili. Molti imprenditori sono restii nel valutare le vantaggiose opportunità legate all'esportazione, poiché sono preoccupati riguardo la scelta dei mercati più adatti, gli aspetti pratici per assicurarsi l'avvenuto pagamento e la gestione delle richieste e delle restituzioni da parte dei clienti, senza avere una presenza fisica sul mercato, così come la mancata conoscenza del know-how tecnico circa i processi legali quali, ad esempio, le procedure doganali".
 
fonte: repubblica.it