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Legge di Stabilità 2016: PMITALIA non condivide il dimezzamento del bonus lavoro

19/10/2015

PMITALIA non condivide la proposta, annunciata dal primo ministro Renzi, di inserire nella prossima legge di Stabilità la riduzione del 50% dell’agevolazione sulle nuove assunzioni previste dal jobs act. Si tratta di un provvedimento che fino ad oggi è stato utilizzato dalle imprese per stabilizzare quasi 800 mila lavoratori di cui 327.758 nuovi contratti a tempo indeterminato. 
“Siamo contrari a questo provvedimento – aggiunge il vice presidente di PMITALIA (piccole e medie imprese) Roberto Biscotto – che se attuato andrebbe a pregiudicare quanto di buono la decontribuzione e il jobs act in soli otto mesi del 2015 hanno portato nel mondo del lavoro in un momento così difficile per l'economia Italiana. A nostro parere l'emergenza non è ancora finita per cui sarebbe necessario prorogare lo status quo almeno per i prossimi due anni. Se il problema sono i soldi, questi potrebbero essere recuperati ad esempio attraverso un’equa applicazione di IMU e TASI. Secondo noi andrebbe bene non farla pagare a disoccupati, pensionati e percettori di reddito inferiore alla no tax area, ma tutti gli altri dovrebbero pagarla. Voglio ricordare che in Italia c'è la tassa sul patrimonio più bassa d'Europa mentre di contro si registra il costo del lavoro più alto d'Europa”.
PMITALIA, invece, appoggia la proposta del governo di inserire, sempre nella prossima legge di Stabilità, una misura per innalzare a 3.000,00 euro la soglia per i pagamento in contante. Attualmente, il tetto massimo è di 999,99 euro; al di sopra di questa cifra bisogna passare da uno strumento tracciabile come i bonifici bancari o postali, assegni non trasferibili e le carte di credito o debito.
“Riteniamo positiva la proposta dell'esecutivo – aggiunge il vice presidente Biscotto – perché incentiverà ancora di più la ripresa dei consumi nel nostro Paese. L'Italia ha uno dei limiti più bassi per il pagamento in contanti. Tra i principali membri dell'Unione Europea ben 11 Paesi non prevedono alcun limite e tra questi la Germania. Contro una media del 60%, ben l'82% delle transazioni avviene tramite contanti. L'elevato uso del contante dipende anche dal fatto che in Italia ci sono quasi 15 milioni di persone che non hanno un conto corrente presso una banca e non utilizzano alcuna forma di pagamento tracciabile. A nostro parere questa misura non influisce nella lotta all'evasione fiscale. Prova ne sia il fatto che proprio in Germania, dove non c’è soglia minima di contante,  c’è molto meno evasione fiscale che in Italia”.