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Export piccole imprese vale 7% del Pil

21/01/2016

Su base annua (quarto trimestre 2014- terzo trimestre 2015) l'export nei settori di micro e piccola impresa (mpi) vale 114,7 miliardi di euro, pari al 7,1% del Pil.
    Lo rileva uno studio realizzato da Confartigianato. Nei primi 9 mesi del 2015 l'export dei settori di mpi è cresciuto di 3.132 milioni di euro, pari al +3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a fronte di un aumento del 4,1% registrato dal manifatturiero; aumenti superiori alla media per i settori delle altre manifatture con il 9,5%, alimentare con il 6,6% e mobili con il 6,4%. Le economie avanzate concentrano 63,9 miliardi di euro dell'export dei settori mpi, pari a quasi i tre quarti (74,2%) del totale mentre le economie emergenti assorbono i restanti 22,2 miliardi di euro di export. Anche nei settori di mpi si evidenzia la frenata della domanda dei Paesi emergenti e pesa molto la crisi economica russa.
    Nei primi venti mercati l'export cresce del 3,7% trainati dagli undici paesi non appartenenti all'Eurozona che crescono del 6,1% mentre quelli dell'Eurozona si fermano sul +1,5%. Tra i maggiori mercati del Made in Italy di mpi l'export cresce a ritmi superiori ai cinque punti percentuali sui mercati di Stati Uniti (+20,4%), Corea del Sud (+17,0%), Cina (+12,9%), Hong Kong (+10,1%), Polonia (+8,9%), Regno Unito (+8,8%), Spagna (+7,3%) e Svizzera (+5,7%). Ristagna la domanda in Francia (-0,1%) mentre registriamo il segno negativo per Belgio (-1,2%) Emirati Arabi Uniti (-1,5%), Austria (-1,7%), Grecia (-7,2%) per arrivare infine al già citato calo delle vendite in Russia (-33,5%). Confartigianato sottolinea che il ribasso del prezzo del petrolio può costituire un ulteriore fattore di debolezza della domanda del made in Italy perchè i 41 Paesi emergenti produttori di petrolio pesano per il 15,1% e i 19 Paesi emergenti fornitori dell'Italia il 7,7%.
 
fonte: ansa.it