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Accise sul carburante: una petizione per rivederne l'influenza sul prezzo

12/05/2016

Una petizione per abolire le accise sul carburante: è quella lanciata dall’associazione  Altroconsumo, per poter raccogliere le firme degli utenti consumatori, per porre rimedio al sistema della tassazione sulla benzina. Gli automobilisti italiani acquistando carburante, pagano un importo costituito per il 50% da tasse, in quanto le accise che gravano sul prezzo della benzina sono addirittura 16. L’associazione ha inoltre presentato una lista specifica e aggiornata di queste tasse. Imposte longeve, di lunga vita, a partire da quelle pagate per finanziare la guerra in Etiopia del 1935, per risanare la crisi di Suez del 1956, ma anche per arginare il disastro del Vajont del 1963, l’alluvione di Firenze del 1966, o per il finanziamento dopo i terremoti, quali quelli di Belice, del Friuli fino alle aliquote dell’ultimo trentennio, quali accise per supportare la guerra in Libano del 1983, il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri degli anni 2000, e ancora per finanziare l’acquisto di autobus ecologici, l’emergenza immigrati, la promozione della cultura e la conservazione dei beni culturali e per concludere per arginare le conseguenze dei sisma avvenuti in Emilia ed Abruzzo. La questione centrale riguarda il concetto di base secondo cui l’introduzione di un’accisa dovrebbe avvenire per fronteggiare le emergenze e garantire la stabilità dei conti dello Stato e dal momento in cui servono per fronteggiare eventi naturali o storici, dovrebbero essere eliminate nel momento in cui la situazione d’emergenza rientra. Ecco il motivo trainante che conduce alla petizione, la quale ha già raggiunto quota di tre mila firme, molte, ma non sufficienti, dato che per presentare l’istanza al governo occorre raggiungerne 10.000. L’ Italia è, infatti, il secondo paese in Europa per numero di accise, superiori del 17% rispetto alla media e la prima per il prezzo della benzina, con 11,5% oltre la media europea. Non diverso è il sistema fiscale sul gasolio, ma all’aumentare delle aliquote, è corrisposta una flessione dei consumi e dunque non si è avuto l’effetto sperato, nonché l’aumento di introiti per lo Stato.