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Sicilia, previsto un aumento del Pil per il 2016 e 2017

06/07/2016

Dal 45simo report del Diste per la fondazione Curella sull'economia siciliana, si può evincere che la situazione critica sta forse passando, in quanto è previsto un rialzo del pil per quest'anno e per l'anno seguente. Adesso però è previsto un percorso di ripresa, nel quale non manchereanno le difficoltà data la situazione economica generale e nello specifico la precarietà dell'economia siciliana.
La relazione del diste apporta il titolo “La Sicilia torna a riveder le stelle”, una citazione dantesca proprio per porre l'attenzione sulle previsioni di crescita del pil per l'anno 2016 , il quale potrebbe registrare un aumento dello 0,8% , che nel 2017 potrebbe diventare dell' 1,1%, grazie a una maggiore domanda interna. Condizioni favorevoli a questo incremento positivo sono stati gli inteeventi extraregionali ed internazionali, dovuti anche al jobs act, che favorendo l'entrata nel mondo del lavoro dei giovani ha portato un aumento dell'occupazione di 31.000 soggetti.
In Sicilia però questo incremento si basa anche sull' andamento positivo dell'agricoltura, soprattutto per quanto concerne vino, olio e formaggi. A questo si aggiunge l'immancabile valore del turismo.
Come riportato dal giornale "La Sicilia", rispetto al 2007, anno di precrisi, il pil oggi è ridimensionato del 12% in Sicilia. Nel 2015 si è registrato il primo incremento dello 0,6% dopo anni di dati negativi. Apporto positivo, dunque, dato dall'agricoltura e dal turismo, mentre il valore dell'industra resta statico, l' 1,1%. Nelle previsioni per il 2016 oltre all'aumento del valore del prodotto interno lordo, è previsto anche un aumento dell'occupazione anche se sempre a ritmi lenti rispetto al 2015, infatti a un 2,3% dello scorso anno, si prospetta un 1,1% di quest'anno e uno 0,9% per l'anno prossimo. Si prevede una flessione anche del livello di disoccupazione, del 21% per il 2016. Resta alta, invece, la disoccupazione giovanile con un tasso del 56% costituita dai disoccupati veri e propri e da chi, anche se è disponibile a lavorare, non si impegna attivamente nella ricerca di un impiego. In aumento sempre intorno all'1% i consumi delle famiglie e intorno al 2% per le imprese, grazie a nuovi investimenti e a opere edilizie pubbliche.