Fai di Impresasicilia la tua homepage                     

Sicilia: a rischio i fondi Pac, serve un tavolo regionale

28/07/2016

Strano tanto a dirsi quanto a credersi, ma i fondi previsti dai piani di azione e coesione per servizi agli anziani non autosufficienti e all'infanzia, rischiano di andare persi. Nonostante la necessità di questi fondi Pac, incombe la minaccia che questi vadano spesi male o addirittura restituiti. Dei 190 milioni di euro in dotazione, ne sono stati spesi solo 350 mila per infanzia ed anziani. La Regione Sicilia, infatti, è l'ultima nella classifica in materia di impegni finanziari, in quanto ci sono fondi non ancora impegnati, progetti non presentati e neanche piani di intervento. Nei giorni scorsi, proprio per far fronte a questo si è svolto un incontro a Palermo a cui hanno preso parte il presidente, il vicepresidente e il segretario generale dell'Anci Sicilia, insieme al capo dell'autorità di gestione dei fondi Pac, al responsabile Anci del Mezzogiorno e altre autorità rappresentative, con anche alcuni sindaci dei Comuni capofila dei 55 distretti socio sanitari. Il presidente dell'Anci, Leoluca Orlando, ha dichiarato che se molti soldi non vengono spesi e verranno restituiti, la causa è da ricercare in progetti inadeguati, nei tagli ai comuni e nella mancanza di un reale coordinamento regionale. Questi ritardi sono soprattutto dovuti alla non celerità dei trasferimenti dei soldi dalla Regione ai comuni ed anche alla normativa che vige in Sicilia, per cui bisogna appaltare gli affidamenti dei servizi socio sanitari. E' stato richiesta inoltre la convocazione di un tavolo regionale tra Anci, Regione, e parti sociali interessate, necessario per definire le procedure da attuare, semplificandole per migliorare i servizi. Occorre una visione globale della situazione, essere consapevoli dell'importanza dei fondi, e di avere una struttura alle spalle che monitori e organizzi i piani e le spese a livello regionale e nazionale. Si chiede che l'Autorità di gestione aiuti la regione a snellire questo rallentamento per così soddisfare le esigenze del welfare. Dato che il piano ha scadenza nel 2018, la cosa da evitare è la spesa dell'ultimo minuto, ovvero l'impiego dei fondi in modo non programmato e non oculato.