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Edilizia, cambia tutto: pratiche solo per via telematica

07/09/2016

Rivoluzione in materia di edilizia. Sparisce la carta e tutto va presentato esclusivamente online. Il regime autorizzatorio va in soffitta mentre resta in piedi quello cosiddetto certificatorio. D'ora in poi saranno i professionisti che per via telematica presenteranno la pratica, a seconda dei casi, o allo sportello unico dell'edilizia o a quello delle attività produttive. E' il risultato della legge approvata dall'assemblea regionale siciliana sotto ferragosto e che recepisce, dopo ben 15 anni, la legislazione nazionale allineando quindi la Sicilia al resto d'Italia. Meglio tardi che mai si potrebbe dire. Ma nell'isola la novità sembra non avere vita facile considerato che la maggior parte degli enti locali è impreparata a gestire così dall'oggi al domani questa mini rivoluzione. Sarebbe stato quindi necessario un vero e proprio regime transitorio ma si sa in Italia e peggio ancora in Sicilia le cose vanno così. Risultato: quello che dovrebbero essere norme volte allo snellimento dell'attività procedurale connessa all'edilizia, rischia di trasformarsi in un vero e proprio pantano burocratico. Ma cosa cambia di così sostanziale nel settore? Per prima cosa sparisce il concetto di concessione edilizia, così come non esiste più l'autorizzazione. Cioè non è più il comune che dice in base ai documenti presentati se si può costruire oppure no. Ma deve essere un professionista accreditato a certificare che l'opera che si vuole realizzare è conforme alle norme urbanistiche. Il comune, quindi, interviene solo successivamente e attraverso dei controlli a campione. Con la nuova legge regionale inoltre sono introdotte ulteriori novità che non mancheranno di scatenare polemiche. Ad esempio vengono in molti casi aboliti i cosiddetti oneri di urbanizzazione e di costruzione. Non si pagheranno più per le abitazioni rurali, per le prime abitazioni, per fabbricati che riguardino attività commerciali, industriali e artigianali e non si pagherà nemmeno un euro per le variazioni di destinazioni d'uso. Un salasso per le casse dei comuni che potevano contare su questi introiti non di poco conto. Il cittadino, ancora, non sarà più costretto a passare da un ufficio all'altro per ottenere autorizzazioni di altri soggetti istituzionali. Ma dovranno essere gli uffici unici, quello per l'edilizia o delle attività produttive, a procedere e dare risposta.