Fai di Impresasicilia la tua homepage                     

Fondo di Garanzia e startup: rapporto sempre più proficuo

05/05/2017

Attivo da più di tre anni per le startup grazie allo “Startup Act”, il Fondo di Garanzia è stato reso disponibile anche per le PMI innovative dalla seconda metà del 2016. E i numeri sui prestiti erogati nei primi tre mesi del 2017 attraverso lo strumento del Fondo di Garanzia sono molto positivi: in totale le aziende hanno ottenuto finanziamenti per quasi 80 milioni di euro, un dato sicuramente molto incoraggiante, che fa ben sperare per il futuro. Possono richiedere l’aiuto del Fondo di Garanzia tutte le PMI innovative e le startup che non hanno le garanzie a sufficienza per ottenere un prestito dagli istituti di credito. La richiesta è gratuita e non necessita di particolari requisiti.
 
Nonostante sia attivo da oltre tre anni, non sono molte le startup che hanno beneficiato dell’aiuto del Fondo di Garanzia e il problema principale sembra proprio la non conoscenza dello strumento. Ma nei primi tre mesi del 2017 la situazione sta leggermente migliorando: tra gennaio e marzo sono state 169 le startup che hanno fatto richiesta di accesso al Fondo di Garanzia per un totale di 60,2 milioni di euro, che portano l’ammontare dei prestiti erogati quasi a 420 milioni di euro. Dai dati emerge che la durata media del prestito è di 54 mesi (4 anni e mezzo), mentre la cifra media erogata è di 210.000 euro. Anche a causa della giovane età dello strumento è ancora difficile stabilire se sia stato veramente d’aiuto per le startup. Per il momento solamente il 7% delle aziende ha già completato l’operazione, mentre solo lo 0,7% ha richiesto l’attivazione del Fondo di Garanzia per far fronte al prestito. Le startup più attive sono quelle della Lombardia, a cui sono stati erogati prestiti per oltre 140 milioni di euro.
 
Per le PMI innovative è ancora prematuro fare una prima analisi dell’utilizzo dello strumento del Fondo di Garanzia. Infatti, le piccole e medie imprese possono accedere al fondo solamente dalla seconda metà del 2016. I primi dati raccolti parlano di una settantina di richieste di utilizzo per un totale di circa 20 milioni di euro. Dati troppo piccoli per fare un’analisi seria e approfondita sul fenomeno.