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Fisco, più accanito sulle PMI

18/07/2017

Il fisco italiano continua ad essere fortemente diseguale nei confronti delle piccole imprese. Sono 100mila gli accertamenti fiscali subiti in un anno a loro carico (l’85% del totale, di gran lunga il comparto più “ispezionato”). Molti di meno risultano i controlli a carico delle medie aziende (11mila, inferiori al 10%), mentre le ispezioni sui grandi gruppi societari sono poco più di 2.300, ovvero meno del 2% complessivo e meno di quelle sugli enti no profit (4.200, 3% del totale). Questi i principali dati che emergono da uno studio di Unimpresa sugli accertamenti tributari. Numeri che per il suo vice presidente, Claudio Pucci, dimostrano come lo storytelling del fisco amico sia in realtà una “fakenews” e come l’amministrazione finanziaria appaia inflessibile con i deboli e compiacente “coi grandi gruppi societari, industriali e finanziari”.
 
Una sperequazione che si ripercuote anche sugli oltre 120mila accertamenti sulle partite Iva, di cui la stragrande maggioranza si è concentrata su importi di tasse contenuti. Sono state 65mila le ispezioni (53%) su maggiore imposta accertata fino a 15mila euro, 30mila controlli (24%) fino a 51mila euro, 15mila verifiche (12%) fino a 155mila. Solo 31 invece i controlli condotti sui grandi gruppi societari che hanno riguardato la fascia più alta (dai 15.493.708 euro in su).
 
Secondo l’inchiesta, più del 90% dei controlli si è concentrato su maggiore imposta accertata fino a 154.937 euro. Nella fascia fino a 15.494 euro, i controlli sono stati così ripartiti: 616 su grandi gruppi, 4.078 su medie aziende, 58.474 su piccole imprese, 2.374 su enti no profit. Nella fascia fino a 51.646 euro, si sono verificate 326 ispezioni su grandi gruppi, 2.309 su medie aziende, 26.413 su piccole imprese e 1.169 su enti no profit. Nella fascia più alta (oltre 25.822.846 euro) le verifiche fiscali sono state solo 32 e hanno riguardato 16 grandi gruppi societari, 12 medie aziende e 4 piccole imprese.
 
Si tratta di un’ulteriore zavorra per le piccole e medie imprese, in un paese in cui il carico fiscale complessivo tocca quota 43% del PIL (+24,3 miliardi di tasse in più rispetto alla media europea). D’altro canto, la disuguaglianza nel trattamento tributario appare del tutto ingiustificata se si considera che le PMI negli ultimi 3 anni sono cresciute più delle grandi imprese italiane in termini di produttività (+10,7% vs +1,6%).