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La Nuova Sabatini rifinanziata nella Legge di Bilancio 2018

20/11/2017

Nella Legge di Bilancio 2018, in corso di approvazione, il Governo ha introdotto una norma che rifinanzia con 330 milioni di euro la Nuova Sabatini fino al 2023, estendendo la stessa agli investimenti in chiave Industria 4.0.
 
L’obiettivo del Governo è quello di assicurare continuità e risorse alla misura prevista dall’articolo 2 del decreto-legge n. 69/2013.
 
 
La Nuova Sabatini per le PMI italiane
 
Quando parliamo di Nuova Sabatini ci riferiamo all’agevolazione concessa dal Ministero dello sviluppo economico per rendere più semplice alle imprese l’accesso al credito in modo da dare la possibilità alle stesse di accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura è stata istituita è stata istituita con il decreto 69/2013 e rappresenta una delle principali misure agevolative italiane per il comparto delle PMI.
 
In che modo? Sostenendo gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
 
Ma a chi è destinata l’agevolazione? Destinatari dell’agevolazione sono le micro, piccole e medie imprese (PMI) che risultano iscritte nel Registro delle imprese e che alla data di presentazione della domanda risultino:
 
    nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non siano in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
    non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
    non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà; hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.
 
Sono ammesse all’agevolazione le imprese operanti in tutti i settori produttivi, agricoltura, pesca tranne le aziende che svolgono attività finanziarie, assicurative e attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.
 
La Nuova Sabatini costituisce uno dei principali strumenti agevolativi nazionali; la rilevanza per il sistema delle piccole e medie imprese è confermata dal forte interesse mostrato – dall’avvio del 2014 – sia da parte delle imprese beneficiarie che dai soggetti finanziatori.
 
Al 17 luglio 2017 l’ammontare complessivo dei finanziamenti concessi alle piccole e medie imprese da banche e intermediari finanziari a valere sulla misura è pari a circa 6,88 miliardi di euro, per un numero di domande pari a 27.713 e un importo totale del contributo richiesto pari a 539.726.710 euro.
 
Le imprese richiedenti sono operanti in netta prevalenza (oltre il 70%) nel settore manifatturiero. Il 73% delle imprese è di micro e piccola dimensione; il restante 27% è costituito da medie imprese.
 
La legge 232/2016 ha prorogato la validità della misura dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2018 (termine per la concessione dei finanziamenti alle imprese da parte di banche e intermediari finanziari).
 
La predetta legge 232/2016 ha poi:
 
a) rifinanziato la Nuova Sabatini per complessivi 560 milioni, da destinare alla copertura degli oneri per la concessione di contributi nel periodo 2017-2023;
 
b) introdotto una riserva pari al 20% dello stanziamento complessivo per gli investimenti “Industria 4.0”: acquisto di impianti, macchinari e attrezzature finalizzati alla realizzazione di investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti;
 
c) previsto, per gli stessi investimenti “Industria 4.0”, una maggiorazione del contributo pari al 30% rispetto a quanto previsto per gli investimenti ordinari; il tasso convenzionale su cui calcolare il beneficio è stato elevato al 3,575% annuo rispetto al 2,75% annuo riservato ai beni ordinari.
La Nuova Sabatini per il 2018
 
Come già detto in precedenza la misura è stata istituita nel 2013 e sin dall’avvio nel 2014 ha subito avuto un buon successo tant’è che con la legge di stabilità del 2016 il governo aveva già provveduto a rifinanziare la misura per gli anni a venire e a destinare una quota parte delle risorse a disposizione (il 20 per cento) per gli investimenti di tipo Industria 4.0. innalzando per questi investimenti la quota massima del contributo riservato al 30 per cento delle risorse disponibili.
 
Ora considerati i risultati positivi ottenuti dalla misura negli anni passati e considerato che si è verificato un forte aumento nel 2017 del numero di domande presentate e dei contributi richiesti, il governo ha proposto di inserire la misura anche nella legge di bilancio 2018, rifinanziandola, stabilendo nuove percentuali di contributi per gli investimenti 4.0 e riprogrammando i termini per la concessione dei finanziamenti.
 
Cosa prevede la legge di bilancio 2018? Con la legge di bilancio 2018 il governo ha inteso rifinanziare la Nuova Sabatini per complessivi 550 milioni di euro in un periodo compreso tra il 2018 ed il2023. Il rifinanziamento è articolato negli anni in funzione delle erogazioni previste in:
 
  •     33 milioni di euro per l’anno 2018,
  •     66 milioni di euro per l’anno 2019,
  •     66 milioni di euro per l’anno 2020,
  •     66 milioni di euro per l’anno 2021,
  •     66 milioni di euro per l’anno 2022,
  •     33 milioni di euro per l’anno 2023.
 
Di tali importi, la legge di bilancio 2018 conferma che una quota del 30 per cento è riservata alla concessione di contributi nel caso di investimenti nell’Industria 4.0. Si intende in questo modo favorire la crescita dell’innovazione e degli investimenti in digitale anche nelle imprese manifatturiere, le piccole e medie imprese che attraverso la misura c.d., Nuova Sabatini possono investire nell’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature che abbiano come finalità la crescita tecnologica.
 
Una tale impostazione ci fa capire quanto si punti sugli investimenti e sulla crescita 4.0 delle imprese al fine di garantire alle stesse un posizionamento sul mercato del futuro.
 
Inoltre, le risorse che, alla data del 30 settembre 2018, non risultano utilizzate per la riserva del 30 per cento rientrano nella disponibilità complessive della misura.
 
Un’ulteriore modifica che la legge di bilancio 2018 apportata alla misura è l’ampliamento del termine ultimo di presentazione delle domande. Dalla Legge di Bilancio 2018 in corso di approvazione si evince infatti che il i termini per la concessione dei finanziamenti delle banche sono fissati alla data dell’esaurimento delle risorse disponibili a cui segue poi la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di partecipazione all’agevolazione.