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Pmi, novanta milioni di euro per digitalizzare la produzione

29/07/2020

Ammontano a 90 milioni di euro le risorse stanziate dal Mise per favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle piccole e medie imprese italiane. È stato pubblicato sulla Guri numero 164 dello scorso primo luglio il decreto Mise del 20 giugno con cui vengono chiariti criteri, condizioni e modalità per la concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore della trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.
 
Possono accedere alle agevolazioni le imprese iscritte al registro delle imprese che nell’ultimo anno hanno conseguito un importo dei ricavi e delle vendite di almeno 100 mila euro e che non sono sottoposte a procedura concorsuale, stato di fallimento, liquidazione o amministrazione controllata. Inoltre, per poter beneficiare delle misure, le suddette imprese devono operare in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero, in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, nel turismo o nel commercio.
 
I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere finalizzati all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione, dei software, delle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica e di altre tecnologie (sistemi di e-commerce, pagamento mobile e via internet, geolocalizzazione, blockchain, intelligenza artificiale, internet of things e sistemi elettronici per lo scambio di dati).
 
Le imprese che intendono accedere alle misure devono presentare, unitamente alla domanda di agevolazione, una proposta progettuale contenente la descrizione dettagliata delle attività previste per la realizzazione del progetto, l’indicazione dei costi connessi al suo svolgimento e l’individuazione dei parametri di performance connessi alla realizzazione del progetto (inclusa la loro misurazione). Il progetto deve prevedere un importo di spesa non inferiore a 50 mila euro e non superiore a 500 mila euro, deve essere avviato successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e deve essere ultimato entro diciotto mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
 
Le agevolazioni sono concesse nei limiti del 50% delle spese ammissibili: in particolare, 10% sottoforma di contributo e 40% di finanziamento agevolato. Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi secondo un piano di ammortamento a rate semestrali, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di sette anni.
 
Eventuali variazioni dell’impresa beneficiaria conseguenti a operazioni societarie, variazioni degli obiettivi complessivi, della tempistica di realizzazione o allocazione dei progetti devono essere tempestivamente comunicate al ministero dello Sviluppo economico affinché proceda alle opportune verifiche e valutazioni, anche in considerazione delle possibili cause di revoca delle agevolazioni. Qualora le operazioni societarie comportino la variazione del soggetto beneficiario, il Mise procede alla verifica del nuovo soggetto, in riferimento al possesso dei requisiti soggettivi previsti dal decreto.