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La crisi della TV, solo quantità poca qualità.

31/05/2011

Antipolitica è, antipolitica sia. Comunque Voi la pensiate! Ma tutto ha un inizio e tutto avrà una fine. Dunque, quali gli anti prossimi? Con casco in testa, cinture allacciate e senza superare i limiti...sennò,  prevediamo che, il prossimo anti riguardi la tv con uguali attenzioni all'attuale sistema bipolaristico del piccolo schermo.

Grandi guru della comunicazione diagnosticano "demenza" per chi, non avendo di meglio, o non sapendolo trovare, spreca i pomeriggi domenicali davanti la tv. Bersaglio grosso, ma bersaglio facile.

Anche perché è tutta la settimana, e tutto il palinsesto, votato alla perdizione, o meglio alla perdita, di pubblico, di teste pensanti...tutto il resto è solo quantità.

Cambiano i gusti, calano i telespettatori della tv generalista, ma non calano le polemiche, quelle che solo la tv sa così bene generare, sul continente o sull'isola. Programmi interi a fornire materia alla colta critica o alla parodia (c'est plus facile).

Un girotondo infinito, compiaciuto ed auto referente, che non si è mai posto il problema. Quale problema? Appunto!

Dicevamo, anti tv , e non sarà una singola rumorosa invettiva ma una più sopita e collettiva protesta coadiuvata dal telecomando.


Nunzio Ciarcià