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Lavoro: nuove occasioni occupazionali rivalutando antichi mestieri

12/08/2011

Rivalutare gli antichi mestieri creando occasioni occupazionali e fornendo gli strumenti per l’eventuale nascita di imprese del settore. E’ l’obiettivo principale del progetto finanziato, sulla scorta di uno specifico avviso pubblico della Regione Sicilia, dal Fondo Sociale Europeo, sul territorio della provincia di Ragusa. “Abbiamo scelto il settore dei prodotti gastronomici da forno – afferma il coordinatore del progetto, Elio Lauretta – con lo scopo di valorizzare, di rivalutare e non fare scomparire certi mestieri che effettivamente, anche nella nostra provincia, risultano essere in via di estinzione”. Quali questi mestieri? Si va dalla preparazione e produzione del pane tradizionale, alla manifattura dei dolci tipici degli Iblei, quali “mpanatigghie”, “scacce”, mucatoli, biscotti di mandorla e quant’altro fa parte della tradizione gastronomica locale.

Dopo le procedure avviate nel dicembre scorso, quattordici sono stati i ragazzi selezionati, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, che, allo stato attuale, stanno effettuando un tirocinio di dieci mesi, sino a marzo 2012, in una decina di botteghe artigiane del settore presenti nell’area iblea. “I tirocinanti – prosegue Lauretta – sono stati addestrati attraverso specifiche azioni di orientamento e formazione in aula nel corso delle quali sono state trattate nozioni di carattere più generale sulla sicurezza sul lavoro ma anche specifiche del settore oltre che di marketing agroalimentare. Per noi sarebbe un successo riscontrare la creazione di nuove imprese del comparto una volta che il progetto avrà esaurito le proprie azioni. Devo dire che le botteghe artigiane che hanno fornito la propria adesione, che ringraziamo per la collaborazione, hanno dimostrato un’apertura non comune, percependo sin da subito lo spirito progettuale che animava questa sfida. Tra l’altro, non è detto che le stesse aziende, terminato il tirocinio, non possano decidere di inserire in organico i giovani in questione. Ma nostra intenzione è anche quella di far conoscere, a tutte le imprese del settore operanti nell’area iblea, questa opportunità, cioè il fatto che sono stati formati dei giovani, un calderone da cui, attraverso degli accordi con le organizzazioni di categoria, poter eventualmente attingere considerato che gli stessi sono stati preparati in maniera adeguata. Sappiamo quanto, in tempi di crisi, possano essere importanti occasioni di questo genere. E, tra l’altro, non dobbiamo dimenticare che i partecipanti al progetto usufruiscono di una indennità oraria (svolgono attività dalle sei alle otto ore al giorno, sulla scorta delle esigenze delle aziende in cui sono impegnati) che, in tempi di crisi, non guasta assolutamente”.