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La lunga telenovela del Sistri, le condizioni di partenza non convincono le imprese che minacciano di boicottare i test.

26/10/2011

Il Sistri, il Sistema informatizzato per la tracciabilità dei rifiuti, ‘’non s’ha dafare’’. Lo dicono le aziende che continuano a ribadire al Ministro Prestigiacomo tutta la loro perplessita’ circa le condizioni di partenza per l’entrata in vigore del Sistri.

Discussione che si è accesa anche durante l’audizione di venerdì dei rappresentanti delle cooperative del trasporto su gomma in Commissione Ambiente alla Camera. Sono state affrontate tutte le problematiche e si è cercato di individuare un punto d’incontro, pur senza riuscirvi. Le imprese aderenti ad Asstri Conftrasporto hanno già fatto sapere che non parteciperanno ai test di verifica del sistema a meno che la Prestigiacomo non acceleri in materia di semplificazione.

Ma cosa è che si contesta?

Legacoop, Confcooperative  e Agci hanno spiegato ai membri della Commissione che il nuovo sistema non funziona, ha dei problemi tecnici insanabili e, qualora dovesse divenire obbligatorio come da legge, avrebbe l’effetto di bloccare l’intero trasporto su gomma dei rifiuti.

“L’audizione ci ha consentito di illustrare le nostre posizioni anche alla luce delle indicazioni emerse nell’incontro del 19 ottobre che si è tenuto a Roma con le nostre aziende maggiormente interessate al sistema. Dopo aver ribadito che le imprese cooperative non sono contro un sistema di tracciabilità dei rifiuti, con i colleghi delle altre centrali abbiamo nuovamente evidenziato che il Sistri, ad oggi, non è in condizione di funzionare a regime e che l’ipotizzato avvio al 9 febbraio 2012, rischia di mandare in tilt la filiera dei rifiuti”. Questa la posizione espressa in una nota diffusa da Legacoop.

Una motivazione che spingerebbe le imprese a chiedere la sospensione immediata del Sistri a tempo indeterminato. Questo fino a quando non vengano debellati del tutto gli errori del sistema come ad esempio l’operazione di identificazione dell’autotrasportatore ritenuto troppo lungo.

Altri problemi                                                           

Oltre ai problemi tecnici resta l’esigenza di provvedere quanto prima al rimborso dei contributi obbligatori già versati nel corso dell’ultimo anno.  “Diverse imprese - scrivono i rappresentanti delle cooperative - ci hanno fatto pervenire i dati sulle somme che sono state pagate fino ad oggi per adempimenti conseguenti il sistema; si tratta, nell’insieme, di cifre molto consistenti, che in anni di difficoltà come quelli che stiamo vivendo incidono pesantemente sui bilanci e rischiano di avere effetti negativi indiretti sul piano occupazionale”.

Conseguenze

Se tale quadro non dovesse mutare nel breve termine, le imprese coinvolte sarebbero pronte a compiere l’estremo gesto di ammutinare i test di funzionamento del Sistri. Una scelta clamorosa già comunicata, per mezzo missiva, alla segreteria del ministero dell’Ambiente.

Una situazione che danneggia tutte le parti interessate  e fa perdere del tempo in vista dell’entrata in vigore definitivo del Sistri  previsto per febbraio 2012.


Nunzio Ciarcià