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Non solo garanzie al credito, il nuovo ruolo dei confidi alla luce delle riforme in atto.

12/09/2011

Anticipazione dell’intervento del dott. Roberto Biscotto, presidente del Consorzio di garanzia fidi Multifidi, nel prossimo numero in uscita di Italiapiù, trimestrale che fa capo al gruppo del Sole 24 ore.

Nel suo intervento il dott. Biscotto spiega il nuovo ruolo dei confidi alla luce delle riforme in atto,  non solo  garanzie al credito ma una visione dei confidi,  molto moderna,  che permetta a questi importanti istituti di compiere un nuovo salto di qualità attraverso la diversificazione dei servizi forniti alle imprese.

A seguire l'intervento del dott. Biscotto.

"In Italia, ci sono 451 confidi attivi con 1,2 milioni di imprese associate, 2.300 dipendenti e uno stock di garanzie di  21 miliardi di euro erogate per supportare il finanziamento alle imprese socie.

In questo periodo di crisi il loro ruolo è stato quello di svolgere una importante funzione anticiclica,  di vero sostegno per le PMI e di mitigazione del rischio per le banche. Questa importante e utilissima funzione, tuttavia, ha appesantito la struttura ed in alcuni casi ha messo sotto stress il  patrimonio dei confidi.

Da una ricerca condotta recentemente dall’Università di Torino con Finlombarda emerge per i confidi una perdita aggregata in forte crescita, mentre sul fronte patrimoniale le riserve hanno registrato un calo significativo. E ciò anche per i  confidi 107 (quelli con volumi di attività finanziaria superiori ai 75 milioni di euro). In entrambe i confidi 106 e 107, il conto economico viene mantenuto in equilibrio grazie al livello sostenuto di contributi pubblici, che «dal 2003 al 2010 sono stati pari a 1,8 miliardi per il solo intervento delle Regioni».

Sul piano organizzativo i confidi non garantiscono economie di scala e di specializzazione. Il 17% dei confidi di primo grado non ha nemmeno un dipendente e un altro 22% ne ha uno solo mentre il 70% ha meno di 5 dipendenti ed eroga solo il 13% del totale.

Alla luce di quanto detto prima la Banca d'Italia ha per la prima volta messo mano al sistema dei confidi con la riforma del titolo V del TUB dove viene previsto che i confidi, tutti, minori o maggiori, devono possedere alcuni standard organizzativi e strutturali minimi per poter continuare a svolgere la funzione di rilascio di garanzie.

Il problema quindi non è essere confidi 106 o 107 ma dotarsi di una organizzazione stabile e ben strutturata capace di resistere sul mercato. Le banche, tra l’altro, nel rapporto con i confidi 107 e 106 non hanno riscontrato grandi differenze negli spread applicati e nella velocità dei tempi d'istruttoria.

Quali le possibili strategie per i confidi per tentare di compiere un salto di qualità?

Oltre all’erogazione di garanzie si deve pensare a diversificare l’offerta dei servizi alle imprese, pensiamo per esempio alla finanza agevolata, all’internazionalizzazione ed esportazione nei mercati esteri, al controllo di gestione e al rinnovato ruolo del marketing dei prodotti, servizi cioè, a sostegno dello sviluppo delle imprese".