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Istat: in Italia si rafforzano i segnali di ripresa

27/11/2017

La crescita economica internazionale prosegue su ritmi sostenuti accompagnata dall’espansione del commercio mondiale. In Italia si rafforzano i segnali di ripresa in tutti i comparti produttivi e nel mercato del lavoro mentre prosegue il rallentamento dell’inflazione. L’indicatore anticipatore registra una variazione marcatamente positiva delineando un rafforzamento della fase di crescita economica.
 
Il quadro internazionale
 
L’economia internazionale continua a crescere a ritmi stabili. Nel terzo trimestre 2017, secondo la stima preliminare, l’economia USA ha registrato una lieve decelerazione: il tasso di variazione congiunturale del Pil è stato pari a +0,7% (rispetto a +0,8% del trimestre precedente). La crescita è trainata dalle componenti della domanda che forniscono tutte un contributo positivo.
 
Nel mese di ottobre, il numero dei lavoratori del settore non agricolo ha registrato un marcato aumento (261 mila unità) che segue la decelerazione registrata nel mese precedente. Il tasso di disoccupazione è in diminuzione (4,1% dal 4,2% di settembre). L’evoluzione dell’economia statunitense è attesa proseguire sugli stessi ritmi nei prossimi mesi: l’indicatore anticipatore elaborato dal Conference Board, relativo al mese di settembre, ha segnato un lieve decremento (-0,2%) dopo la crescita dei due mesi precedenti; il clima di fiducia dei consumatori è ulteriormente migliorato ad ottobre.
 
Nell’area euro prosegue la fase di crescita seppure in presenza di una leggera decelerazione (+0,6% la stima preliminare del Pil relativa al terzo trimestre rispetto a +0,7% in Q2); ancora in discesa il tasso di disoccupazione (8,9% a settembre).
 
Prosegue l’orientamento positivo degli indicatori anticipatori e coincidenti del ciclo economico. Nel mese di ottobre l’Economic Sentiment Indicator è aumentato ulteriormente. Il clima di fiducia continua a migliorare in tutti i settori economici e la fiducia tra i consumatori, attestatasi su livelli elevati, ha registrato un aumento per il terzo mese consecutivo, anche se di minore entità rispetto ai mesi precedenti. Nel mese di ottobre l’indicatore anticipatore euro-Coin è rimasto sostanzialmente stabile, dopo aver registrato incrementi per quattro mesi consecutivi.
 
Ad ottobre, il tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro ha segnato un rallentamento (-1,3%) frenando la tendenza all’apprezzamento iniziata nei primi mesi dell’anno. Prosegue la salita delle quotazioni del Brent anche se con una intensità minore rispetto ai mesi estivi (+3,8%), attestandosi in media a 57,6 dollari al barile (da 55,5 del mese di settembre).
 
Ad agosto i dati del Central Plan Bureau mostrano un incremento del commercio mondiale in volume (+1,2%) come sintesi di un andamento positivo degli scambi in volume sia per le economie avanzate (+1,1%) che per i flussi nelle economie emergenti (+1,4%). Complessivamente gli scambi mondiali mostrano una crescita nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,7%).
La congiuntura italiana
Imprese
 
Prosegue la fase positiva per il settore manifatturiero. Nella media del trimestre giugno-agosto l’indice della produzione industriale è aumentato del 2,2% rispetto ai tre mesi precedenti (+1,2% la variazione congiunturale registrata ad agosto). La produzione è aumentata in tutti i comparti dell’industria con incrementi di maggior intensità per i beni strumentali (+2,3%), i beni intermedi (+2,2%) e l’energia (+5,0%). Anche il comparto dei beni di consumo ha segnato una variazione positiva (+1,9%) nonostante il calo registrato ad agosto (-0,5%).
 
Il fatturato dell’industria, misurato a prezzi correnti, conferma il trend positivo del settore manifatturiero: nella media del trimestre giugno -agosto si è registrato un rialzo (+0,9%) come sintesi di una crescita del fatturato interno (+0,7%) e di un incremento più marcato di quello estero (+1,1%). Alla crescita trimestrale hanno contribuito tutti i comparti, ad eccezione di quello energetico e dei beni di consumo non durevoli. Ad agosto, gli ordinativi hanno segnato un deciso incremento congiunturale (+8,7%) trainati dal mercato interno (+12,7%) rispetto a quello estero (+3,3%); la dinamica degli ordinativi rimane brillante anche considerando il trimestre giugno-agosto (+5,4%), a sintesi di aumenti sia del mercato interno (+6,3%) che estero (+4,2%).
 
Gli scambi con l’estero nel trimestre giugno-agosto hanno segnato una leggera flessione delle esportazioni (-0,2%) e un incremento delle importazioni (+0,9%). L’andamento delle esportazioni è condizionato dalla riduzione delle vendite dell’area extra Ue (-1,7%) e dell’aumento di quelle dell’area Ue (+1,0%). Nello stesso periodo le importazioni, hanno registrato un deciso incremento per gli acquisti provenienti dall’area Ue (+3,5%). Nel mese di settembre le esportazioni con i paesi extra-Ue sono aumentate del 2,0%, sostenute dalle vendite del comparto energetico (+12,7%) e dei beni strumentali (+5,6%). Le importazioni sono diminuite del 3,4%, caratterizzate dalla diminuzione degli acquisti di beni di consumo durevoli (-8,6%) e di beni strumentali (-6,3%).
 
Prosegue la fase di stagnazione dell’attività nel settore delle costruzioni. Ad agosto, l’indice destagionalizzato della produzione ha registrato un aumento dell’1,8% rispetto al mese precedente ma nella media del trimestre giugno-agosto risulta ancora in calo (-0,4%).
Famiglie e mercato del lavoro
 
A settembre il volume delle vendite al dettaglio ha segnato un forte aumento pari a +0,9%, sintesi di crescita di intensità simile per i beni alimentari (+0,8%) e per quelli non alimentari (+0,9%). Nella media del terzo trimestre il volume delle vendite è risultato in leggero aumento (+0,1%).
 
A settembre la crescita dell’occupazione ha registrato una pausa e il numero di occupati si è mantenuto sugli stessi livelli di agosto. Tuttavia, nel terzo trimestre 2017 gli occupati sono aumentati dello 0,5% (120 mila occupati in più rispetto a Q2). In particolare, nel terzo trimestre l’occupazione è aumentata sia tra i dipendenti (+0,6%, +108 mila), quasi esclusivamente a termine (+3,8%, +103 mila), sia in misura più contenuta tra gli indipendenti (+0,2%, +11 mila). Il tasso di occupazione cresce rispetto ai tre mesi precedenti sia per i maschi (+0,4 punti percentuali) sia per le femmine (+0,1 punti percentuali).
 
A settembre il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,1%, stabile rispetto ad agosto, con un aumento per le classi 15-24 anni (+0,6 punti percentuali) e 25-34 anni (+0,7 punti percentuali).
 
Nel terzo trimestre, alla crescita congiunturale degli occupati si è accompagnata quella più lieve dei disoccupati (+0,2%, +5 mila) e il calo degli inattivi (-1,0%, -128 mila).
 
L’occupazione è attesa migliorare nei prossimi mesi. Ad ottobre le attese sull’evoluzione dell’occupazione per i successivi tre mesi risultano in miglioramento per tutti i settori ad eccezione delle costruzioni.
 
A settembre gli incrementi tendenziali delle retribuzioni sono stati particolarmente contenuti: sia l’indice delle retribuzioni contrattuali per dipendente che quello delle retribuzioni orarie hanno registrato miglioramenti tendenziali della stessa entità (+0,6%). L’aumento delle retribuzioni orarie è stato più alto nel settore dei servizi (+0,9%) rispetto all’industria (+0,5%).
Prezzi
 
L’inflazione si conferma in discesa: in ottobre in base alle stime preliminari, l’indice dei prezzi al consumo (NIC) registra un aumento tendenziale dell’1,0%, in riduzione di un decimo di punto rispetto a settembre. A fronte di contenute spinte al rialzo per le componenti maggiormente volatili (energia e alimentari non lavorati), il rallentamento è imputabile principalmente alle pressioni al ribasso in alcune voci dei servizi. La dinamica di fondo decelera ulteriormente (+0,5% da +0,7% in settembre), tornando sui tassi di inizio anno e proseguendo con ritmi di crescita inferiori a quelli dell’indice complessivo. La decelerazione della core inflation ha interessato anche i paesi dell’Uem con una intensità minore (+0,9% l’incremento annuo dell’indicatore in media nell’area euro). Il differenziale inflazionistico è così tornato a nostro favore anche per la componente di fondo, coinvolgendo sia i servizi che i beni industriali non energetici. Per questi ultimi, la dinamica rimane pressoché nulla anche per le limitate pressioni inflative negli stadi a monte della distribuzione finale. L’apprezzamento del cambio dell’euro registrato nei mesi estivi ha contribuito a contenere le spinte nella fase di importazione: per i prezzi dei beni di consumo il tasso tendenziale è sceso in agosto (+0,9% da +1,5% in aprile); al netto degli alimentari si è ridotto a +0,3%. A livello di produzione, è rimasta stabile la crescita su base annua dei prezzi per i beni di consumo venduti sul mercato interno (+1,6% come in agosto).
 
Le aspettative degli operatori per i prossimi mesi sono di un’inflazione leggermente più dinamica. In particolare, in ottobre le imprese della manifattura che producono beni destinati al consumo hanno rivisto al rialzo le attese per i loro prezzi di vendita, con un aumento del saldo destagionalizzato tra chi dichiara intenzioni di rincari e diminuzioni nei listini; questo saldo ha raggiunto il valore più alto degli ultimi quattro anni. Anche tra i consumatori si delineano attese di maggiore dinamicità.
Prospettive di breve termine
 
A ottobre l’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato lievemente, continuando la fase di crescita iniziata a maggio anche se i giudizi e le aspettative dei consumatori circa la situazione economica del Paese sono risultati in peggioramento e le attese sulla disoccupazione in aumento. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha mostrato miglioramenti diffusi ma non nel settore delle costruzioni. L’indicatore anticipatore registra una variazione marcatamente positiva delineando un rafforzamento della fase di crescita economica.