Fai di Impresasicilia la tua homepage                     

06/09/2016

Rapporto di lavoro: la tutela obbligatoria 'storica' ex art. 8 legge n. 604/1966

L’articolo 8 della legge numero 604/1966 contiene la tutela obbligatoria dai licenziamenti che sino all’entrata in vigore del Jobs Act si applicava ai datori di lavoro privati, sia imprenditori che non, che non raggiungevano i requisiti dimensionali previsti invece dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, con l’unica eccezione dei casi di licenziamento per i quali tale ultima norma prevede la tutela reale piena (licenziamento nullo in quanto discriminatorio o intimato in concomitanza col matrimonio o in violazione dei divieti di licenziamento posti a tutela e sostegno della maternità e della paternità o riconducibile alle altre ipotesi di nullità previste dalla legge; licenziamento sorretto da un motivo illecito determinante; licenziamento inefficace perché intimato in forma orale. Tali ipotesi prescindono infatti dalle dimensioni del datore di lavoro).
 
A seguito dell’emanazione del decreto legislativo numero 23/2015, però, le cose sono in parte cambiate.
 
Nel dettaglio, l’articolo 8 in commento stabilisce che nel caso in cui il licenziamento sia stato intimato nonostante la mancanza degli estremi della giusta causa o del giustificato motivo oggettivo o soggettivo, il datore di lavoro è tenuto a riassumere (attenzione: non reintegrare) il lavoratore entro tre giorni o, in alternativa, a risarcire il danno che questi abbia subito.
 
Il risarcimento, in particolare, si estrinseca nel versamento di un’indennità di importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, calcolato prendendo come riferimento il numero di dipendenti occupati, le dimensioni dell’impresa, l’anzianità di servizio del prestatore di lavoro e il comportamento e le condizioni delle parti.
 
La misura massima di tale indennità può poi essere innalzata sino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e sino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai venti anni, se questi dipendono da un datore di lavoro che occupi più di quindici (e meno di sessanta) lavoratori complessivamente nelle diverse unità produttive.
 
Si precisa a tal proposito che se tale soglia è superata dal datore di lavoro già solo nell’unità produttiva di riferimento del lavoratore licenziato trova invece applicazione l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, così come nel caso in cui egli complessivamente occupa non solo più di quindici ma più di sessanta dipendenti.